Udine: usura e anatocismo sui conti correnti e azienda recupera € 40.000 dalla banca

Un’Azienda di Udine ha recuperato somme ed oneri illegittimamente pagati alla Banca sui propri conti correnti affidati, è riuscita in poco più di un anno a recuperare la somma di Euro 40.000 a fronte di un importo inizialmente contestato di Euro 60.000.

Il rapporto con la Banca era iniziato nel 2011 e terminato poco dopo, a fine 2013. Nonostante ciò, l’affidamento concesso dalla Banca ed utilizzato dalla Società è stato importante, così come importanti sono risultati gli interessi pagati trimestralmente dall’Azienda a fronte della messa a disposizione del fido.

Proprio l’entità degli interessi pagati ha fatto insospettire l’Azienda.

Diverse le criticità legate ai due conti correnti, soprattutto a causa dell’applicazione di tassi usurari in diversi trimestri e l’assenza di una valida pattuizione delle condizioni economiche al momento dell’apertura del rapporto.

La Banca, in corso di causa, ha ripreso in considerazione l’ipotesi negoziale, giungendo ad offrire un rimborso in favore del Cliente pari ad Euro 40.000. L’accordo è stato dunque raggiunto e l’Azienda del Friuli Venezia Giulia ha ottenuto il giusto ristorno.


Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing
pierluigiditeodoro@gmail.com
tel. 3478329627
http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Annunci

Cassazione Civile, Sezioni Unite sul computo della commissione di massimo scoperto ai fini usura

Cassazione Civile, Sezioni Unite, 20 giugno 2018, n. 16303 – Pres. Mammone, Rel. De Chiara

Con riferimento ai rapporti svoltisi, in tutto o in parte, anteriormente all’entrata in vigore del cit. D.l. n. 185/2008 art. 2, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell’usura presunta – come determinato ex Legge n. 108/1996 – va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale d’interesse praticato in concreto e della commissione massimo scoperto (CMS) eventualmente applicata, rispettivamente con il tasso soglia e con la “CMS soglia”; quest’ultima calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei Decreti ministeriali emanati ai sensi della Legge n. 108/1996. Si va poi a compensare l’importo dell’eventuale eccedenza della CMS concretamente praticata, rispetto a quello rientrante nella soglia, con il “margine” degli interessi eventualmente residuo, pari alla differenza tra l’importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi concretamente praticati.

Tale commissione nella tecnica bancaria viene definita come il corrispettivo pagato dal cliente per compensare l’intermediario dell’onere di dover essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell’utilizzo dello scoperto del conto.
Tale compenso – che di norma viene applicato allorché il saldo del cliente risulti a debito per oltre un determinato numero di giorni – viene calcolato in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento.
Orientamenti contrastanti
Il contrasto rilevato in proposito, e sottoposto alle Sezioni Unite, è insorto tra la Seconda sezione penale e la Prima sezione civile.

Il primo orientamento (Seconda sezione penale) predica in particolare, che visto il chiaro tenore letterale dell’art. 644 c.p., sono rilevanti – agli effetti del superamento del tasso soglia di usura – tutti gli oneri sopportati dall’utente in connessione all’uso del suo credito. E tra di essi rientra indubbiamente anche la commissione massimo scoperto, trattandosi di un costo indiscutibilmente collegato all’uso del credito.

Il secondo orientamento (Prima sezione civile) ha invece escluso che, per il periodo precedente l’entrata in vigore del citato D.l. 185/2008 art. 2, dunque non retroattivo, possa tenersi conto delle commissioni massimo scoperto ai fini della verifica del superamento concreto del tasso soglia dell’usura presunta.

Principio di diritto
Alla luce di quanto rilevato, le Sezioni Unite hanno dunque espresso il seguente principio di diritto:

affinché le CMS abbiano rilievo riguardo l’usura nei conti correnti e nelle aperture di credito in conto corrente, è necessario un duplice raffronto: per un verso le CMS effettivamente addebitate devono essere superiori alle CMS soglia usura (CMS pubblicate nei DM +50%); per altro verso ove sia stato riscontrato un superamento, l’importo addebitato a titolo di CMS deve altresì eccedere il limite dei cosiddetti interessi “margine”.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing
pierluigiditeodoro@gmail.com
tel. 3478329627
http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Trib. Pesaro 5/11/2015 e 5/07/2016

Trib. Pesaro 5/11/2015 e 5/07/2016

5/11/2015, Giudice Davide Storti afferma
“L’applicazione di un tasso sopra i limiti di soglia determina ex Art. 1815 cc l’impossibilità di riconoscere all’istituto di credito, in relazione al contratto del 17.2.2006, alcun interesse. La disposizione di cui all’art. 1815 cc, comma 2, è chiara ed ha certamente natura sanzionatoria, per cui va applicata come conseguenza del superamento, per qualsiasi causa o motivo, del tasso di soglia legale, a prescindere dalla liceità del tasso degli interessi corrispettivi promessi”.
N° 527 del 5/07/2016, Giudice Davide Storti afferma
“Il calcolo infine va fatto ex ante e sulla base di quanto pattuito al momento della stipulazione del contratto, come sopra affermato dalla sentenza della Cassazione n 350\2013. … Le argomentazioni della convenuta, fatte proprie anche dal CTU, circa la diversa natura degli interessi corrispettivi e di quelli moratori avrebbero un senso se nel contratto non fosse previsto, nel caso di inadempimento, la sommatoria dei due tassi. … L’Applicazione di un tasso sopra i limiti del tasso soglia determina ex art. 1815 cc l’impossibilità di riconoscere all’istituto di credito alcun tipo di interesse”


Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing
pierluigiditeodoro@gmail.com
tel. 3478329627
http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

PAVIA: DA DEBITORE DI € 170.000 DIVENTA CREDITORE DELLA BANCA DI € 150.000

Un’azienda del nord Italia ha recuperato TUTTI gli interessi illegittimamente pagati sul conto corrente intrattenuto da oltre venti anni con un primario istituto di credito italiano! E non solo…

Infatti, con Sentenza n. 964/2018 del 5 giugno 2018, il Tribunale di Pavia ha annullato il debito di €170.000 che il cliente aveva nei confronti della Banca, ma ha inoltre disposto – in favore del cliente – la restituzione di ulteriori €150.000 a titolo di risarcimento degli interessi ed oneri illegittimi.

Il beneficio economico complessivo in favore dell’azienda è stato pari ad Euro 320.000.

Il Giudice ha ravvisato la presenza di molteplici irregolarità sul rapporto di conto corrente, risalente agli anni novanta, in essere tra la Banca e la società.
La Banca aveva stipulato un contratto di conto corrente nullo, in quanto privo di elementi fondamentali quali la pattuizione di regolari commissioni di massimo scoperto (CMS) ed interessi ultralegali non validi, ossia interessi non pattuiti in maniera univoca e certa.

Inoltre, la Banca ha praticato anatocismo per tutta la durata del rapporto attraverso una tecnica di capitalizzazione degli interessi scorretta che – secondo la giurisprudenza largamente condivisa dai Tribunali italiani – è sanzionabile.

Tutto quanto sopra considerato, il Giudice ha chiesto al perito del Tribunale (CTU) di depurare il conto corrente delle somme pagate in maniera illegittima dal cliente, ed il risultato è stato sorprendente.

Non solo il cliente ha annullato il debito, OTTENENDO L’AZZERAMENTO DEL SALDO NEGATIVO di Euro 170.000 sul proprio conto, ma è diventato addirittura creditore nei confronti della Banca! Il Giudice ha infatti disposto che sul conto oggetto di contenzioso venga annotato un SALDO POSITIVO di Euro 150.103,70 in favore dell’azienda.

Ne è risultato un beneficio economico complessivo per il cliente di oltre Euro 320.000 (170000+150000).

VALUTA GRATUITAMENTE IL TUO CONTRATTO BANCARIO

pierluigiditeodoro@gmail.com
Tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Nullità delle fideiussioni predisposte sullo schema ABI

Il fideiussore, invocando la suddetta nullità, potrà opporsi ad ingiunzioni di pagamento, ad esecuzioni immobiliari, oltre a richiedere il risarcimento del danno da condotta illecita in aggiunta a quello derivante da illegittima segnalazione in Centrale rischi.

La fideiussione all’esame della Corte veneziana era la cosiddetta omnibus cioè la garanzia personale utilizzata dal sistema bancario per “coprire” tutte le obbligazioni che, a partire dall’avvio del rapporto, faranno carico ad un determinato debitore; unico limite è la previsione di un massimale predeterminato ( così l’art. 1938 c.c.).

Le garanzie in questione venivano acquisite per mezzo di contratti con clausole assolutamente standard comuni a tutto il sistema bancario (tanto che venivano denominate: Norme Bancarie Uniformi – NBU). Esse erano predisposte dall’ABI ed utilizzate, tali e quali, da tutte le banche.

La Banca d’Italia che all’epoca svolgeva la funzione di autorità antitrust nei confronti del sistema bancario, ravvisando che la prassi di determinare in sede associativa bancaria il contenuto del contratto di fideiussione integrasse un’ipotesi di intesa restrittiva della concorrenza ai sensi della legge 287/ 1990, aveva imposto l’abolizione di alcune clausole ritenute particolarmente onerose e lesive della concorrenza.

Il provvedimento con cui la Banca d’Italia aveva chiuso questa istruttoria relativa ai moduli di fideiussione in uso presso il sistema bancario era del 2 maggio 2005.

Ebbene, nel febbraio 2005 e, dunque, anteriormente al citato provvedimento della Banca d’Italia, una società di capitali aveva chiesto delle facilitazioni creditizie ad una banca che le aveva concesse acquisendo, a garanzia, la fideiussione di due persone all’evidenza nel testo contenente anche le clausole valutate contrarie alla libertà concorrenziale.

Nel corso del rapporto – evidentemente per problemi di andamento della società – la banca aveva revocato gli affidamenti ed ottenuto un decreto ingiuntivo sia nei confronti della società che dei garanti.

Uno di questi aveva, però, promosso, avanti alla Corte di Appello di Venezia, all’epoca competente ai sensi dell’art. 33 della legge antitrust , un’azione volta a far valere la nullità del contratto di fideiussione (oltre al risarcimento del danno conseguente alla illegittima iscrizione del ricorrente alla Centrale rischi) attesa la presenza, in detto contratto, di clausole valutate non conformi alla normativa sulla libertà di concorrenza.

La Corte territoriale aveva respinto la domanda sostenendo “la nullità dei contratti stipulati successivamente alla pronuncia del controllore pubblico, ove non derogato dall’istituto di credito in specifiche fattispecie negoziali”, ma la Cassazione ribalta il punto di vista ritenendo che una volta identificata dall’Autorità un’intesa lesiva rientreranno in essa non solo i contratti successivi, ma anche quelli precedenti.

In sostanza, se quell’intesa c’era già prima del pronunciamento dell’Autorità antitrust, i negozi eseguiti nell’ambito di essa ne costituiscono la realizzazione e sono soggetti alla nullità.

Secondo chi scrive la suddetta decisione induce dubbi molto seri sulla validità delle fideiussioni acquisite dalle banche prima del maggio 2005 su moduli preesistenti e, dunque, in difformità dal provvedimento Banca d’Italia. Si ritiene altresì che dette garanzie siano tutt’ora esistenti in cospicuo numero presso gli istituti e che, se così è, dovremmo attenderci, da parte di questi, l’avvio di un attività di aggiornamento pena il più che probabile successo delle contestazioni proponibili dai garanti.

 

pierluigiditeodoro@gmail.com

Tel. 3478329627

Errata segnalazione alla Centrale Rischi: diritto al risarcimento del danno

La Centrali dei Rischi è un sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia. La funzione della Centrale dei Rischi è quella di dare informazioni a tutti gli intermediari del settore creditizio riguardo l’affidabilità di un cliente.

Ad esempio le banche devono comunicare tutti i seguenti dati: il tipo di credito: (prestito personale, mutuo fondiario, ipotecario, ecc..ecc…) la fase del credito (accordato, utilizzato, garantito, richiesto) la data inizio, la data di fine, la periodicita’ dei rimborsi: (per esempio mensile), il numero totale rate, l’importo della rata, le rate residue, le rate scadute e non pagate, l’importo scaduto e non pagato, il dettaglio dell’andamento dei pagamenti (ad es. i ritardi di pagamento) il numero massimo di rate pagate con ritardo ed infine il mese dal quale i pagamenti sono regolari.

Le banche possono poi indicare lo stato del finanziamento degli ultimi 12 mesi mediante un’apposita segnalazione: ad esempio viene segnalato il cliente quando le rate sono state pagate parzialmente (salvo che l’acconto sia maggiore del 50% dell’importo della rata), oppure se il finanziamento è stato ceduto dall’Istituto ad una società di recupero crediti.

Le banche, ovviamente sono obbligate a segnalare anche il risanamento della posizione. L’Istituto, che segnala una sofferenza, cioè, comunica l’adempimento totale o parziale dei pagamenti relativi al finanziamento. E ciò avviene anche rispetto ad un credito ceduto, quando il debitore dimostra di avere adempiuto al pagamento presso la società di recupero crediti.

Che tipo di danno risarcisce la Banca?

Il giudice è chiamato a verificare se la banca sia stata responsabile di una segnalazione errata e/o illegittima. Accertata tale responsabilità certamente il cliente segnalato avrà diritto al risarcimento del danno sia patrimoniale che morale subito.

Una segnalazione illegittima determina innanzitutto un danno morale da immagine e da reputazione poiché nel sistema creditizio bancario il nome del cittadino/imprenditore segnalato è associato all’immagine di “cattivo pagatore”. In tali casi si è parlato di violazione di diritti soggettivi assoluti riconosciuti dalla Carta Costituzionale, da cui discende il riconoscimento di un risarcimento rimesso alla valutazione equitativa dei giudici.

Inoltre a seguito di una segnalazione alla Centrale Rischi avviene quasi sempre che altre banche chiedono il rientro immediato delle loro posizioni di credito oppure rifiutino le richieste di finanziamento del cittadino perché già segnalato. La perdita di potere economico conseguente a tali vicende costituisce il danno patrimoniale subito che i giudici sono chiamati a riconoscere.

E’ opinione comune, ormai, che il danno morale possa essere quantificato in via equitativa [Art. 1226 Cod.civ] perché si ritiene si tratti di un danno in re ipsa.

 

Più rare sono le pronunce dei Tribunali che hanno ritenuto risarcibile in via equitativa anche il danno di natura patrimoniale[Tribunale Mantova sentenza del 27.05.2008].

In tema di liquidazione equitativa dei danni il giudice dovrà tener conto di almeno 3 criteri: 1) la gravità della colpa della banca segnalante; 2) la durata della segnalazione; 3)l’ammontare del debito insoluto segnalato.

In passato la misura del risarcimento equitativo si è collocata in una forbice tra i 500 ed i 5.000 Euro per un importo segnalato di € 13,38 per la durata di mesi 10 [Arbitro Bancario Finanziario Milano Decisione n. 5947/2014 del 15 settembre 2014], oppure nella misura di un terzo dell’importo illegittimamente segnalato[Tribunale Venezia n° 1701/20096 del 17.06.2009].

Si può ottenere il risarcimento del danno successivamente ad un’illegittima segnalazione centrali rischi? La risposta ovviamente è si.

Sono risarcibili sia danni materiali che danni morali. La prova del danno materiale spetta a colui che lamenta il danno. Si pensi al rifiuto di un mutuo, dove la causa principale sia stata la segnalazione illegittima in Banca d’Italia. Bisognerà produrre i documenti dai quali si evince che tale segnalazione ha giocato un ruolo determinante nella concessione del mutuo. Ad esempio, la mancata concessione ha fatto sfumare all’imprenditore un affare dal quale avrebbe potuto trarre € 50.000. Tutti questi fatti devono essere provati in giudizio. Oltre al danno morale è possibile ottenere anche il risarcimento del danno morale, generalmente quantificato in via equitativa dall’organo giudicante.

INFO

pierluigiditeodoro@gmail.com

Tel. 3478329627

Tribunale di Bari: Ordinanza 18/10/2016 – R.G. 7961/2016

Tribunale di Bari: Ordinanza 18/10/2016 – R.G. 7961/2016

Sospensione dell’esecuzione:

“.. La riconduzione anche della commissione per l’estinzione anticipata del mutuo tra i costi valutabili nel complessivo giudizio di usurarietà dell’operazione finanziaria, in aggiunta al tasso di interessi corrispettivo, discende da un ragionamento analogo a quello compiuto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità in ordine alla usurarietà degli interessi di mora, anch’essi di natura eventuale …”.

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

 

Normativa Usura bancaria – Legge N° 108/1996

Normativa Usura – Legge N° 108\1996:

  1. Il comma 1° dell’Art. 644  C. P. in base al quale  “ Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari…”
  2. Il comma 4° dell’Art. 644 C. P. in base al qualePer la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”;
  3. l comma 1° dell’Art. 1 della legge N° 24 del 28\2\2001 in base al quale “ Ai fini dell’applicazione dell’articolo 644 del codice penale e dell’articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”;
  4. Il comma 4° dell’Art. 2 della legge N° 108\1996 in base al qualeIl limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà (n.d.e. sino al 12\5\2011) aumentato di un quarto (25%), cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali(n.d.e. dal 13\5\2011)
  5. Il comma 2° dell’Art.  1815 C. C. in base al quale “”Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

 

 

CAGLIARI, PRESTITO PERSONALE: CLIENTE OTTIENE LA RESTITUZIONE DI EURO 9.000 DI INTERESSI PAGATI

Il contratto dell’anno 2011 era inficiato di diverse irregolarità legate alla corretta indicazione del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), vale a dire il tasso che indica il costo complessivo del finanziamento sottoscritto tra le parti.

Il cliente, attraverso l’invio di un formale reclamo all’istituto di credito, hanno dimostrato le anomalie emerse sul finanziamento e chiesto in favore del cliente la restituzione degli interessi ingiustamente pagati sullo stesso.

Come nella maggior parte dei finanziamenti  è emerso che il TAEG contrattuale indicato dalla Banca non è risultato corretto perché non rispondente al reale tasso pagato dal cliente.

Dopo circa 2 mesi dall’invio del reclamo, i referenti dell’istituto di credito hanno proposto una soluzione bonaria della vertenza. Le trattative che si sono susseguite ed hanno permesso al cliente di recuperare la somma di Euro 9.000, attraverso la sottoscrizione di un accordo in via stragiudiziale.

È dunque importante verificare la regolarità dei finanziamenti sottoscritti in quanto spesso risulta che il mancato inserimento nel calcolo del TAEG di tutti i costi connessi al contratto di credito ed obbligatori per la sua accensione, soprattutto i costi relativi alle polizze assicurative, comportano una errata indicazione del tasso in contratto. Anche una non completa contrattualista, validamente sottoscritta, può essere fonte di responsabilità della banca e dunque oggetto di reclamo.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

 

Tribunale di Bari II sez. Civ. 24/08/2015 + 12/01/2016 (R.G.E. 572/12) + 18/10/2016 (R.G. 7961/2016)

Tribunale di Bari II sez. Civ. 24/08/2015.

            Il G.E. osserva che “… la richiesta di sospensione dell’esecuzione è fondata e meritevole di accoglimento considerato che: le clausole di determinazione degli interessi moratori contenute nei due contratti di mutuo posti a base dell’esecuzione in esame … devono ritenersi nulle in quanto, considerando anche le spese e le commissioni per anticipata risoluzione dei contratti, gli interessi pattuiti superano il tasso soglia; conseguentemente non sono dovuti gli interessi ai sensi dell’art. 1815, II° co. c.c. e le somme ad oggi versate dall’opponente devono essere imputate soltanto a titolo di restituzione della sorte capitale e che lo stesso è tenuto per i ratei di mutuo futuri depurati degli interessi; ulteriore conseguenza è che la banca non poteva avvalersi della clausola risolutiva espressa non essendosene verificati i presupposti e che, dunque, il credito azionato dalla banca opposta in via esecutiva non è esigibile”.

 

Tribunale di Bari depositata il 12/01/2016 – R.G.E. 572/12,

            disponente la sospensione dell’esecuzione.  Il G.E. osserva che “… la richiesta di sospensione dell’esecuzione ….. è fondata e deve essere accolta considerato che ….. ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo al tasso previsto per gli interessi moratori nonché ogni altra spesa e commissione (quindi le spese di istruttoria, eventuali assicurazioni stipulate a garanzia del finanziamento, commissioni per anticipata risoluzione del contratto e così via) il mutuo di cui è causa deve ritenersi gratuito ai sensi dell’art. 1815 cod. civ., gratuità non esclusa dalla clausola di salvaguardia eventualmente prevista nel contratto di mutuo la quale, per quanto sopra detto non è idonea ad escludere il carattere usurario del mutuo e quindi la sua gratuità …”.

 

Tribunale di Bari, Ordinanza depositata il 18/10/2016 – R.G. 7961/2016,

            disponente la sospensione dell’esecuzione, nella quale si legge che “.. La riconduzione anche della commissione per l’estinzione anticipata del mutuo tra i costi valutabili nel complessivo giudizio di usurarietà dell’operazione finanziaria, in aggiunta al tasso di interessi corrispettivo, discende da un ragionamento analogo a quello compiuto dalla giurisprudenza di merito e di legittimità in ordine alla usurarietà degli interessi di mora, anch’essi di natura eventuale …”.

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

 

Commissione per estinzione anticipata: Tribunale di Pescara e Bari

Tribunale di Pescara 28/11/2014

che pone in evidenza che “la mora e la penale per estinzione anticipata possono essere tra loro accomunate in quanto entrambe rappresentano un costo del mutuo erogato, seppure solo incerto e potenziale circa il verificarsi in concreto, atteso che entrambe dipendono da un fatto del mutuatario. …… Premesso, quindi, che la ratio del legislatore si riscontra nella necessitò di contenere i tassi anomali, in armonia alle più recenti mentovate statuizioni della giurisprudenza di legittimità, deve ritenersi che assumono rilevanza ai fini della disciplina anti-usura e del superamento del tasso soglia a qualsiasi onere collegato alla erogazione del credito e, quindi anche al costo pattuito per la estinzione anticipata del mutuo”.

 

Tribunale di Bari II sez. Civ. 01/12/2014

che pone in evidenza che la Commissione per estinzione anticipata “… sebbene sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo, ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del tasso il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo dovendosi aver riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali vengono pattuite, così come prescrive la legge, considerato anche che in ipotesi ben può accadere che l’estinzione anticipata venga richiesta a distanza di qualche giorno dalla conclusione del contratto. La necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare vieppiù evidente nel caso di specie in cui tale commissione per contratto è dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario”;

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

CASSAZIONE n.46669, n.14899, n.5286, n.6015 (ANTIUSURA)

19\12\2011, N° 46669, disponente a pag. 16, che:

“Le circolari  e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca D’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato sotto il profilo dell’elemento oggettivo. Le circolari o direttive, ove illegittime ed in violazione di legge, non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca D’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in se particolari difficoltà, stante anche la quantificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito”.
Alla successiva pagina 17, la stessa Corte continua affermando che “Appare pertanto illegittimo lo scorporo dal TEGM della CMS ai fini della determinazione del tasso usuraio, indipendentemente dalle circolari e istruzioni impartite dalla Banca D’Italia al riguardo. In termini generali, quindi, l’ignoranza del tasso di usura da parte delle banche è priva di effetti e non può essere invocata quale scusante, trattandosi di ignoranza sulla legge penale (art. 5 c.p.)”.

 

Cassazione I Sez. Civile N° 14899 del 17\11\2000 e N° 5286/2000 del 2\4\2000 in tema di Interessi di Mora ed Usura  che afferma…

Tuttavia, non v’è ragione per escluderne l’applicabilità anche nell’ipotesi di assunzione dell’obbligazione di corrispondere interessi moratori, risultati di gran lunga accedenti lo stesso tasso soglia: va rilevato, infatti, che la legge n. 108 del 1996 ha individuato un unico criterio ai fini dell’accertamento del carattere usurario degli interessi (la formulazione dell’art. 1, 3 comma, ha valore assoluto in tal senso) e che nel sistema era già presente un principio di omogeneità di trattamento degli interessi, pur nella diversità di funzione, come emerge anche dell’art. 1224, 1 comma, cod. civ., nella parte in cui prevede che se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura

 

Cassazione pen. 12 maggio 1999, n. 6015:

Significativamente la Suprema corte ha sempre detto che “Il [nuovo] delitto di usura si configura come reato a schema duplice, costituito da due fattispecie: una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito, l’altra dalla sola accettazione del sinallagma ad esso preordinato. Le fattispecie sono destinate strutturalmente l’una ad assorbire l’altra con l’esecuzione della pattuizione usuraria ed hanno in comune l’induzione del soggetto passivo alla pattuizione di interessi od altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra “utilità”. Nella prima fattispecie il verificarsi dell’evento lesivo del patrimonio altrui si atteggia … ad elemento costitutivo dellillecito il quale, nel caso di integrale adempimento dell’obbligazione usuraria, si consuma con il pagamento del debito; nella seconda, che si verifica quando la promessa del corrispettivo, in tutto o in parte, non viene mantenuta, il reato si perfeziona con la sola accettazione dell’obbligazione rimasta inadempiuta”.

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

CASSAZIONE n.12028 e n.33331 (ANTIUSURA)

19\2\2010, N° 12028, disponente, che:

le circolari emanate dalla Banca D’Italia hanno solo funzione “fotografica”  dei tassi medi (cfr. pag. 10 e non determinativa dei Tassi Usurari.

 

8\9\2011, N° 33331, disponente, che:

“Il reato di usura si configura come reato a schema duplice, e quindi, si perfeziona o con la sola accettazione della promessa degli interessi o degli altri vantaggi usurari, non seguita dalla effettiva dazione degli stessi, ovvero, quando questa segua, con l’integrale adempimento dell’obbligazione usuraria.

Esso è costituito da due fattispecie destinate strutturalmente l’una ad assorbire l’altra con l’esecuzione della pattuizione usuraria, aventi in comune l’induzione del soggetto passivo alla pattuizione di interessi od altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile, delle quali l’una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito e l’altra dalla sola accettazione del sinallagma ad esso preordinato”.

“…La richiesta ultima dell’imputato può certo essere un elemento logico di determinazione del tasso applicato in origine, ma non consente di prescindere da una valutazione delle pattuizioni usurarie, secondo la loro scansione temporale come indicato nello stesso contesto motivazionale (2001 -2003 -2004), al fine di chiarire se, quando e con quali modalità siano stati pattuiti interessi usurari. A tal fine, peraltro, non può accogliersi la tesi difensiva sulla legittimità della capitalizzazione annuale degli interessi operata con la scrittura del 4 gennaio 2011, sia perché la giurisprudenza civile considera l’art. 1283 cod. civ. ostativo alla previsione negoziale di capitalizzazione annuale degli interessi (Sez. U, n. 24418 del 02/12/2010, Rv. 615490) sia soprattutto perché non può certo consentirsi la capitalizzazione di interessi usurari, che, in quanto illeciti, renderebbero nulla qualsiasi pattuizione di capitalizzazione, dalla quale, anzi, potrebbe emergere proprio la usurarietà del tasso applicato”.

 —-

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Milano-derivato: Recupero di un milione di Euro!

il Tribunale di Milano, con Sentenza n. 2807/2018 pubblicata il 09/03/2018, ha dichiarato nulli i contratti derivati stipulati e per l’effetto ha condannato l’istituto di credito a restituire all’attrice la somma complessiva di Euro 1.000.000, pari ai flussi di cassa pagati dal cliente durante la vita dei derivati.
 
La banca è stata inoltre condannata a rifondere le spese processuali liquidate dal Giudice in complessivi Euro 21.280.
 
Il Giudice ha riscontrato che alla stipula dei contratti, la banca ha omesso di indicare correttamente il Mark to Market, che rappresenta la sommatoria attualizzata dei differenziali futuri attesi. Secondo la giurisprudenza, nei contratti il Mark to Market deve essere determinabile, pertanto è necessario che venga esplicitata anche la formula matematica alla quale le parti intendono fare riferimento per procedere all’attualizzazione dei flussi finanziari futuri. L’assenza di tale indicazione, ritenuta dunque fondamentale, implica la nullità dell’intero ex art. 1418 del Codice Civile.
 
Inoltre sempre nel contratto è stata rilevata la presenza di numerose commissioni implicite, gravanti sul cliente ed ingiustamente addebitate ad esso in occasione della stipula delle predette operazioni dalla Banca.
 
In ragione di queste motivazioni, il Giudice ha condannato la Banca a restituire all’azienda Euro 1.000.000 corrispondente alle perdite subite in esecuzione dei contratti.
 
VALUTA GRATUITAMENTE IL TUO CONTRATTO BANCARIO
 

UDINE: ANNULLATO DEBITO CLIENTE per la presenza del “FLOOR” nel Leasing

Il Tribunale di Udine con sentenza n. 850/2017 del 14/6/2017 il Giudice Dott. Massarelli ha revocato il decreto ingiuntivo che la Banca aveva ottenuto nei confronti di un cliente moroso.

Le parti avevano firmato il contratto di leasing in data 23/10/2006 ma il cliente aveva poi smesso di pagare le rate, maturando un cospicuo debito nei confronti della Banca.

L’istituto di credito si è così rivolto al Giudice, chiedendo ed ottenendo un decreto con il quale il cliente venisse ingiunto al pagamento della somma dovuta, oltre interessi moratori maturati dalla data dello scaduto.

Il cliente si è opposto in giudizio, sottolineando l’esistenza di diverse irregolarità del leasing sottoscritto tra le parti, tra cui la presenza di una clausola floor nelle condizioni di contratto.

Il floor è un tasso minimo che viene unilateralmente fissato dalla Banca in contratto e permette a quest’ultima di assicurarsi che il cliente continui a pagare comunque il tasso minimo stabilito anche nel caso in cui il tasso variabile che regola il contratto scenda sotto tale soglia. In altre parole, si tratta di una clausola che fa in modo che non si possa beneficiare di un ribasso dei tassi in quanto, raggiunta la soglia del floor, il cliente si trova a pagare sempre quello stesso tasso.

Tale floor, oltre a comportare di per sé un aggravio di rischi ed oneri in capo al cliente, secondo il Giudice di Udine rappresenterebbe un vero e proprio derivato implicito, ovvero nascosto nel contratto.

Pertanto, trattandosi di un derivato a contenuto opzionale, il cliente deve poterne comprenderne la funzione specifica. Inoltre, la Banca deve preventivamente informare il cliente dei rischi connessi a tale clausola e rendere noti ed ben individuabili, fin dalla stipula, i costi complessivi a carico del cliente.

Nel caso di specie, invece, sia nel foglio informativo che nel contratto sono risultati mancanti tutti gli elementi determinativi del costo in questione e dunque, secondo il Tribunale, la clausola contrattuale floor è da ritenersi nulla. Inoltre, essa è inscindibile dalla complessiva clausola sugli interessi, cui si estende dunque la nullità.

Grazie a tale sentenza, il cliente ha beneficiato della revoca del decreto ingiuntivo ricevuto dalla Banca.

 

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Transazione a saldo e stralcio: cos’è e come funziona

In un clima di generale disagio finanziario, una delle problematiche più diffuse riguarda la negoziazione dei debiti con banche e finanziarie.

Nel caso di posizioni in contenzioso o a sofferenza, uno strumento efficace che permette di chiudere un debito con una somma inferiore rispetto all’importo complessivo è il “Il saldo e stralcio”, ossia una transazione attraverso la quale le parti interessate risolvono in via bonaria il rientro del debito in modo da ottenere da una parte, una riduzione percentuale delle somme residue che il debitore deve corrispondere alla banca o alla società finanziaria, e dall’altra, riuscire a soddisfare le richieste del creditore che accetta dunque di rinunciare ad eventuali procedure esecutive nei confronti del debitore.

Facciamo un esempio: un privato ha maturato un debito con una banca per un importo di € 20.000.

Per evitare di agire in giudizio e procedere al pignoramento con l’aggiunta di maggiori oneri per interessi e spese legali, la banca accetta di chiudere il debito mediante il pagamento immediato di € 12.000.

Una delle caratteristiche principali della transazione a saldo e stralcio è rappresentata dal fatto che la banca o la società finanziaria pretende, in genere, l’immediato pagamento della somma in un’unica soluzione, ma è importante sapere che spesso è possibile raggiungere un accordo per la definizione della posizione anche in diverse tranche concordando un saldo e stralcio dilazionato o a rate.

PERCHE’ PROPORRE UN SALDO E STRALCIO?

Allorché il privato o l’impresa si trovi nell’ impossibilità di pagare nel lungo periodo il proprio debito e non abbia la disponibilità di entrate certe ed immediate, la banca o la società finanziaria preferisce avere subito il rientro di una parte del debito, anziché intraprendere una più lunga e incerta procedura giudiziale di recupero del credito, con il rischio di non riavere indietro né l’intero capitale concesso a titolo di finanziamento né le spese e gli interessi.
In questi casi, il privato o l’impresa è dunque nelle condizioni di poter proporre un abbattimento che, può aggirarsi ad esempio attorno al 40% della somma complessiva a debito.

Ogni situazione è comunque diversa e non è possibile stabilire una regola in quanto in questo genere di transazioni molto dipende anche dall’aggredibilità del debitore.

E’ POSSIBILE CHIUDERE IL MUTUO A SALDO E STRALCIO PRIMA CHE L’IMMOBILE SIA VENDUTO ALL’ASTA GIUDIZIARIA?

Anche in questo caso è possibile raggiungere un accordo transattivo tra il cliente e il creditore (es. la banca), che consenta di chiudere la propria posizione mediante il pagamento di un importo inferiore rispetto al residuo del mutuo, interrompendo in questo modo il processo esecutivo che si attua con il pignoramento e la vendita forzata dei beni all’asta.

CONSEGUENZE IN CRIF E NELLE ALTRE BANCHE DATI?

Una volta raggiunto e definito l’accordo stragiudiziale a saldo e stralcio del debito, è sempre opportuno verificare che la banca o la società finanziaria abbia provveduto alla rinuncia di possibili procedure giudiziali di recupero del credito e alla cancellazione dell’eventuale segnalazione presso le banche dati che contengono informazioni sul finanziamento.

COME FARE UNA TRANSAZIONE A SALDO E STRALCIO?

La chiusura a saldo e stralcio dei debiti è una procedura molto complessa; sono indispensabili esperienza e “potere di negoziazione”, bisogna conoscere le disposizioni di legge in materia e le giuste strategie da seguire.

Col saldo e stralcio potresti concludere transazioni vantaggiose, permettendoti di ottenere sia l’estinzione del debito sia la possibilità di vedere ripristinata la tua reputazione creditizia.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Il prestito vitalizio ipotecario

Il prestito vitalizio ipotecario è una nuova forma di finanziamento che permette di assecondare le esigenze di coloro che hanno superato i 60 anni di età e che sono proprietari di un immobile non ipotecato. Consente, nello specifico, di convertire parte del valore della propria casa in liquidità immediata. Questa potrebbe essere una soluzione interessante e davvero vantaggiosa per ottenere una considerevole somma di denaro soprattutto per una categoria, come quella dei pensionati o in generale degli over 60, che proprio per problemi d’età, di solito ha difficoltà ad ottenere finanziamenti con meno garanzie. Senza contare che può essere anche un importante possibilità di finanziamento per tutti quei lavoratori o pensionati che sono stati iscritti nel registro dei cattivi pagatori o nel bollettino dei protesti e che potrebbero in questo modo risolvere i loro problemi di accesso al credito.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Tribunale di Genova, Sentenza N. 1157/2017 pubbl. il 04/05/2017 RG N. 4261/2015

Tribunale di Genova, Sentenza N. 1157/2017 pubbl. il 04/05/2017 RG N. 4261/2015 nella quale si legge che è “.. condivisibile il principio sancito da alcuni giudici di merito (cfr. Trib. Udine 26/09/14), secondo cui la norma di interpretazione autentica del D.L. 394/00 (“si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”) prevede un divieto di pattuizione che attribuisce rilevanza all’onere eventuale (interessi di mora) per il solo fatto di essere stato promesso e di poter generare, a determinate condizioni, costi superiori alla soglia di usura, indipendentemente dal fatto che quelle condizioni si siano verificate e che il costo del credito abbia effettivamente superato i limiti del penalmente lecito: l’onere eventuale è, dunque, rilevante solo perché promesso, ossia potenziale. ….”
Poiché “…… è emerso che, al momento della stipula del contratto di mutuo, il tasso di mora risulta superiore al tasso soglia (per cui non occorre, nella specie, che la verifica dell’usura vada effettuata sviluppando i calcoli sui possibili scenari di morosità in cui può evolvere il rapporto, ovvero pre¬disponendo un conteggio che evidenzi, fra i molteplici scenari di mutamento del piano di rimborso per effetto della morosità, quale sia quello caratterizza¬to dal TAEG massimo, per poi raffrontarlo al tasso soglia e, in caso di superamento, operare i ricalcoli del dovuto), non resta che esaminare quali siano le conseguenze giuridiche della nullità di tale clausola contrattuale, giusta il disposto dell’art. 1815, secondo comma, cc, tenendo conto che solo il tasso di mora, e non anche quello corrispettivo, supera la soglia di usura. …. Ritenuto, peraltro che il tasso di mora non ha un rilievo in sé, ma va valutato nell’ambito del tasso effettivo globale annuo pattuito assieme ad ogni altro credito, spesa, remunerazione, ecc, è evidente che, una volta constatato il superamento della soglia d’usura da parte del TEG, l’art. 1815, secondo comma, cc, va applicato in tutta la sua portata, anche se il semplice tasso d’interessi corrispettivo non supera di per se la soglia in esame…”
Quanto, alla maggiorazione dei 2,1 percentuali rispetto al tasso soglia si legge nella sentenza: “…. una indagine statistica a fini conoscitivi, condotta dalla Banca d’Italia e dall’ufficio Italiano Cambi nel lontano 2002, rilevò che “con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato è mediamente pari a 2,1 punti percentuali “, tuttavia un tasso una tantum e mai più aggiornato, neppure rilevato per classi di operazioni omogenee, ma alla rinfusa “con riferimento al complesso delle opera¬zioni”, è manifestamente incoerente col procedimento di determinazione del¬le soglie di usura previsto dalla L.108/96: il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari è unico ( art.644, 3° c, cp), e, per essere unico, non può che essere globale ( art 644, 4° c, cp): o il costo (interessi, commissioni, spe¬se) è inerente alla concessione di credito – ed in tal caso rientra nel TEG – oppure ne è estraneo.

Analisi e perizie su c/c-mutui-leasing

pierluigiditeodoro@gmail.com

tel. 3478329627

http://consulenzaziendale.altervista.org/contenzioso-bancario-analisi-perizie-conti-correnti-mutui-leasing-derivati/

Cassazione e Tassi usurari: 23192/17-depositata il 4 ottobre- arriva l’ordinanza che annulla tutti gli interessi

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 23192/17; depositata il 4 ottobre – Presidente Scaldaferri – Relatore Ferro

La Corte di Cassazione interviene ancora una volta sull’importante tema della modalità di accertamento del superamento (o no) del tasso soglia rilevante per la disciplina sull’usura.

Una decisione importantissima in tema della dibattuta questione della cosiddetta “usura bancaria” relativa a mutui e finanziamenti che è tuttora oggetto di contrasti giurisprudenziali è giunta in data odierna dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 23192/17, pubblicata il 4 ottobre dalla sesta sezione civile e che potrebbe favorire migliaia tra consumatori, aziende e utenti bancari in generale.

Se ad essere usurari sono solo gli interessi moratori previsti originariamente nel contratto, il correntista non è tenuto a corrispondere neanche quelli corrispettivi.

 

La Cassazione dà ragione al mutuatario, ossia al debitore. Difatti, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti in contratto, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettive tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore.

Nella fattispecie è stata la Ctu eseguita in sede di merito ad accertare che al momento della pattuizione il tasso degli interessi moratori è superiore al tasso-soglia di legge; si verifica dunque un’ipotesi di usura originaria e non sopravvenuta come, al contrario, eccepiva la banca.

Sottolineano i giudici di piazza Cavour che: «l’art. 1815, co. 2, c.c. stabilisce che “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” e ai sensi dell’art. 1 d.l. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in l. 28 febbraio 2001, n. 24, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore;» e quindi il ricorso della banca risulta essere manifestamente infondato in quanto – ricorda la Suprema Corte – «come ha già avuto modo di statuire la giurisprudenza di legittimità «è noto che in tema di contratto di mutuo, l’art. 1 della l. n. 108 de/ 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori (Cass. 4 aprile 2003, n. 5324).

***Contatti***

Analisi e perizie sui contratti di conto corrente, mutuo, leasing e finanziamenti
Tel. 3478329627

http://www.studiopierluigiditeodoro.it/archivio/138-anatocismo-e-usura-bancaria

 

TRIBUNALE DI COMO: USURA PER TASSO DI MORA e MUTUO GRATUITO

Una importante Sentenza del Tribunale di Como (Sentenza N. 1088-2017 del 13-7-2017condanna la banca alla gratuità del mutuo erogato a TASSO DI MORA USURARIO convenuto nel contratto.

Il Cliente aveva stipulato con l’istituto di credito un mutuo fondiario pari a Eur 100.000 e ha citato in giudizio la banca chiedendo la nullità del contratto a causa della pattuizione di interessi moratori usurari in quanto superiori al tasso soglia in vigore alla stipula.

Il Giudice, senza nemmeno bisogno di affidarsi a un Consulente Tecnico d’ufficio, ha effettivamente verificato come l’interesse per mora previsto dal contratto prevedesse un tasso del 8%, superiore rispetto al tasso soglia in vigore a luglio 2006 (6,63%).

Conseguenza di queste conclusioni è stata l’applicazione dell’art. 1815 del codice civile, ai sensi del quale il Giudice ha dichiarato la gratuità del mutuo e, per l’effetto, ha condannato la banca a recuperare dal cliente il solo capitale, senza pagamento di interessi. Dunque, ricalcolando le somme effettivamente dovute dal cliente alla banca, il mutuatario si troverà a rimborsare il solo capitale puro (100.000) in 60 rate, senza dover versare alcun interesse.

Aumentano i casi concreti che ci dimostrano come i contratti di Mutuo debbano sottostare alla disciplina anti-usura di cui alla Legge 108/1996, non solo con riferimento agli interessi corrispettivi ma anche per quel che concerne gli interessi moratori pattuiti in contratto.

La Sentenza ribadisce inoltre con fermezza che – ai fini dell’applicazione dell’art. 1815 – non rileva la differente funzione della tipologia di interessi (corrispettivi e moratori) in quanto si considerano usurari tutti gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualsiasi titolo e, quindi, anche a titolo di interessi moratori.

***Contattaci***

Analisi e perizie sui contratti di conto corrente, mutuo, leasing e finanziamenti
Tel. 3478329627

http://www.studiopierluigiditeodoro.it/archivio/138-anatocismo-e-usura-bancaria